Halo 3: ODST

di • 8 ottobre 2009 • RecensioneCommenti (2)71

Titolo: Halo 3: ODST
Genere: FPS
Piattaforma: Xbox 360
Sviluppatore: Bungie
Publisher: Microsoft Game Studios
Data di uscita: 22 Settembre 2009

Halo 3: ODST ci piace. Ci piace molto e per molti motivi. Lo stillicidio perpetuato nei suoi confronti (e contro Bungie/Microsoft) è un semplice boicottaggio a prescindere, perché la confezione – due dischi, uno per la campagna e l’altro per tutte le mappe finora disponibili su Halo 3 – vale comunque il prezzo pieno e perché gran parte di chi critica quest’ultima scelta acquista titoli indegni dei quasi 70 euro richiesti, acclamandoli come capolavori anche se brevi e qualitativamente opinabili.

Il penultimo episodio della serie Bungie a sbarcare su Xbox 360 – giusto prima dell’atteso Halo: Reach – si presenta come un’espansione la cui durata, senza contare l’illimitata componente multiplayer, si aggira tra le otto e le dieci ore. Non uno scandalo, in questa particolare era videoludica che ogni giorno si confronta con “realtà” poco longeve e scadenti sul piano tecnico; ODST non manca di tenere incollati allo schermo con le giuste tempistiche e uno stile – alcuni lo definiscono arcaico, ripetitivo – riconoscibile quanto ancora apprezzabile.

L’ex-Reach è il tentativo di allargare, proprio come richiesto da fan e publisher, l’orizzonte ludico di un franchise che era già stato spremuto a dovere; in quest’ottica, l’idea di lasciare alle “scoperte” dell’utente la ricostruzione di una trama frammentaria non ci è affatto dispiaciuta. Una grossa innovazione, concorderete, per un titolo che solitamente racconta vicende in rigoroso ordine cronologico e con una certa linearità di gameplay. “Free” e “Roaming” sono parole che, forse, poco si addicono alla tipologia di gioco cui si è accostata la software house statunitense: il nostro Rookie è in grado di muoversi con ampia libertà per le strade della distrutta New Mombasa, ma deve comunque fare i conti con un numero chiuso e ristretto di missioni il cui superamento determinerà il procedere nella storia: siamo lontani, insomma, dal sistema di quest e sottoquest pensato per i vari ruolistici e l’anomalo GTA. Ciononostante bisogna sottolineare che le fasi di “vagabondaggio” per la città sono ben realizzate e che, con ogni probabilità, gli utenti desiderosi di novità le troveranno estremamente interessanti; l’accurata commistione di generi e il ritmo lento con cui verranno portate a galla le avventure delle Truppe d’Assalto Orbitali finisce con l’allungare l’intera esperienza: si passa dallo stealth – inizialmente, l’atmosfera buia dell’area vi spingerà a non usare le armi, sia per sfuggire ai nemici più forti, sia per non rompere il silenzio irreale che si è intanto creato – all’azione tipica di Halo, passando appunto per il free roaming mutuato dai titoli citati in alto.

Azione tipica di Halo“: piovono Covenant dal cielo. La mia nuova mitragliatrice silenziata pare non basti a spazzarli via. Sono forti, grossi e incazzati. Che faccio? Lancio una granata al plasma e il gioco è fatto; finchè durano, le granate. Vi ricorda qualcosa, ci scommettiamo: le situazioni che saremo chiamati a risolvere nei panni degli ODST saranno pressoché solo queste, non si discosteranno molto, quindi, dalle linee generali del franchise; non ci è parso un male, anzi una piacevole conferma.

Ritorniamo al lavoro sporco del “protagonista”, ossia trovare oggetti che facciano partire flashback delle fasi post-sbarco sulla zona di New Mombasa. Questo sarà agevolato – e anche gratificato visivamente, dopo qualche episodio di piattezza nel design delle attrezzature – da due nuove armi e il tecnologico Visr; se l’apporto che il già nominato mitragliatore e una pistola ridisegnata ad hoc può passare un tantino inosservato, lo stesso non accade per il visore notturno che, oltre a facilitare le prevalenti fasi notturne, rende l’interfaccia piacevole a guardarsi. Quando questo sarà azionato, infatti, i nemici saranno avvolti da una scia rossa, mentre gli amici e le stazioni addette alla ricarica dell’energia – niente corazza à la Master Chief – verranno coperti di verde. Una trovata semplice ma che, a fronte di tant’altra tecnologia superflua, non ci spieghiamo come sia potuta finora mancare nell’arsenale del gioco.

La componente multiplayer, al solito, è la chiave di volta in un prodotto simile. Gli utenti disporranno, inserendo il secondo DVD del package, di tutti gli scenari sinora rilasciati per il “classico” Halo 3, con l’aggiunta di tre mappe inedite: Cittadella, Heretic e Porto Industriale. La prima, piuttosto chiusa, è composta di due porticati simmetrici che lasciano spazio, al centro, per una pedana sopraelevata e pericolosamente esposta al fuoco nemico (prezzo da pagare per ricevere un bel lanciarazzi); da qui partono due corridoi che si intrecciano con i passaggi a lato. La seconda, artisticamente vicinissima ai canoni della serie, si sviluppa in altezza anziché orizzontalmente: i numerosi vortici che accompagnano i giocatori “ai piani alti”, infatti, suggeriscono di muoversi con rapidità per evitare imboscate e frequenti attacchi di gruppo connaturati agli spazi nascosti. L’ultima del gruppo permette agli utenti più focosi di dare sfogo alle proprie frustrazioni: armi potenti, aree sufficientemente grandi e veicoli (Ghost) con cui accelerare i propri movimenti – anche se abbastanza limitati – rendono il vecchio porto di Mombasa il luogo ideale per scontri tra titani. Nessuna delle tre mappe, in chiusura, spicca per estetica sulle altre.

Ma le novità sul versante online non si sono certo esaurite. Sulla scia dell’Orda di Gears of War 2, Bungie ha pensato bene di introdurre una sezione per scontri ad arene tra un massimo di quattro soldati e l’infermabile intelligenza artificiale. Sparatoria, questo il nome della modalità, ruota intorno a due stanze comunicanti piene di munizioni e medicinali: da qui parte la caccia a schiere di Covenant che, su scelta dell’IA, disporranno di abilità diversificate e sempre più forti per costringere gli utenti a rintanarsi e coprirsi vicendevolmente. Un’alternativa più intima al caotico – e affascinante – multigiocatore.

Il comparto grafico riserva poche sorprese rispetto a quello, deludente, di Halo 3. Sebbene le ambientazioni notturne siano una piacevoli a vedersi, non si evidenziano picchi d’eccellenza – negli interni e neppure negli spazi aperti (costa di New Mombasa, ad esempio) – segno che l’attempato motore Bungie, ormai, è pronto al pensionamento. Discorso a parte, lo facemmo anche all’epoca della nostra “prima” recensione, per gli ottimi effetti particellari come il fumo e il fuoco delle esplosioni; materia in cui, nonostante gli evidenti limiti tecnici, i developer di Seattle ha ancora molto da dire. Un consiglio: alzate la visuale e date un’occhiata al cielo. Con e senza Visr.

Nota di merito agli immancabili Martin O’Donnell e Michael Salvatori, autori di una colonna sonora che, ancora una volta, emerge dal buio delle recenti produzioni audiovisive: un occhio di riguardo alla musica d’ambiente, pezzi d’orchestra e tocchi leggeri di pianoforte sono ormai diventati tutt’uno con le azioni di gioco. E questo, ora come ora, non può che far bene all’universo di Halo.

Suggeriamo l’acquisto di Halo 3: ODST a quanti si ritengono amanti del brand Microsoft ma non solo: chi desidera avvicinarsi alla serie e non l’ha ancora fatto, temendo di invischiarsi in un universo troppo ampio e con troppo ritardo, troverà interessante mettere mano a uno spin-off: da qualche parte, insomma, bisognerà pure iniziare.

Valutazione Generale

Presentazione: 9
I menù di gioco non presentano novità rispetto a Halo 3. Confezione, come sempre, molto curata e invitante anche in virtù del bollino “Halo: Reach Multiplayer Beta”.

Gameplay: 8.5
ODST non tradisce i canoni della serie e si muove tra sparatorie, azione silenziosa e free roaming. Esperimento riuscito in vista dei prossimi (?) episodi.

Grafica: 7.5
Halo 3, due anni dopo. Le ambientazioni notturne coprono i segni dell’invecchiamento inesorabile, quelle diurne… no.

Sonoro: 9
Musica e battaglia vanno ormai a braccetto in ogni episodio del franchise.

Longevità: 8
Il voto è la media, obbligata, tra la campagna (breve) e l’illimitato reparto online che non ha bisogno di presentazioni.

Multiplayer: 10
Halo resta la scelta migliore per quanti desiderano approcciarsi al gioco cooperativo e competitivo.

Voto Complessivo: 8.5

Halo 3: ODST non è perfetto ma si lascia godere e tocca vette ineguagliabili altrove. In attesa, naturalmente, del fantomatico Reach.

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  • Enrico Santi

    “piovono Covenant dal cielo. La mia nuova mitragliatrice silenziata pare non basti a spazzarli via. Sono forti, grossi e incazzati. Che faccio? Lancio una granata al plasma e il gioco è fatto; finchè durano, le granate.”
    In questo periodo mi sto giocando tutti gli Halo e questa frase reincarna molte situazioni!!XD

    • Anonimo

      Fa strano rileggersi ad anni di distanza… Grazie per aver “riesumato” vecchi ricordi :D