Recensione – Crysis 2 (Xbox 360)

di • 3 maggio 2011 • RecensioneCommenti (0)798

Il bello e il brutto di XboxWay.com: ci prendiamo il tempo che serve, che ci serve, per analizzare ogni singolo gioco. E nel farlo siamo anche di un’imprevedibile furbizia. Lo ricordate quel riquadro pignolissimo che apriva le nostre recensioni? Bene, non c’è più! Forse non l’avevate notato, ma qui, nella mente e nelle mani di chi vi scrive, la differenza si sente eccome. Ecco perché possiamo concederci il lusso di pubblicare i nostri pensieri relativamente a Crysis 2 il 3 maggio, a fronte dell’uscita ufficiale del gioco prevista per il 25 marzo. Poco più di un mese di ritardo, ma posso assicurare che ne è valsa la pena. Ho carpito tutti, proprio tutti, gli aspetti davvero importanti dello sparatutto Crytek. Come dire: ho visto la luce. L’ho vista sul serio! Mentre gli altri annegavano nei piaceri della gola videoludica, io mi sono tenuto a distanza dalla tentazione del blur e dell’effetto sonoro – gran roba, comunque – arrivando alle seguenti conclusioni.

Crysis 2 è un titolo da provare almeno una volta nella vita – come ritengo lo sia, non a caso, anche Killzone. Comparto grafico, in cui comprendo anche location e fisica, incredibilmente spettacolare, una spanna sopra qualunque cosa abbia mai messo piede su Xbox 360. Ma a che prezzo? Un bel mal di testa. Avete letto bene: un’emicrania fortissima nei primi giorni di prova. Siamo ai livelli del 3D, ci devi fare il callo. E, infatti, mi sento già di dare un consiglio ai (pochi) neofiti in giro: andateci piano, esplorate per bene la campagna solitaria – lì c’è da vendersi l’anima al diavolo, momenti di intrigante calma si alternano a missioni impossibili – e poi, soltanto poi, passate al multiplayer. Se non ci tenete a far figuracce, s’intende.

[img alt='La Nanosuit 2.0 offrirà raramente il senso di onnipotenza che promette']/immagini/Articoli/category1505/picture114383.aspx[/img]

Ecco, il multiplayer lo ritengo l’unico aspetto per cui non dovreste, e non dovrei, vendere una copia della produzione EA. Nonostante ci sia da inveire contro il mondo e la sua nascita, a causa di strani fenomeni di connessione che talvolta fanno diventare fenomeni pure i brocchi (anche Brocchi, il calciatore della Lazio, ha vinto una Champions League) e della forzatamente abusata abilità dell’invisibilità, l’esperienza multigiocatore è nel complesso molto gradevole, con le classiche mode a fare da contorno a un sempreverde deathmatch e gli immancabili perk da acquisire mooolto gradualmente. Questo sì che è da provare, al di là della grafica e del bellissimo sparare ovattato. La mia (spero) lucida analisi può dunque già volgere al termine su due domande che vi starete giustamente ponendo: c’è della trama? Che differenze con il primo episodio?

La sceneggiatura di Crysis 2 è frutto del lavoro di Richard Morgan – una straordinaria intervista a questo indirizzo, ve la suggerisco da amico perché mai immaginavo si trattasse di una persona così interessante.

"L’importante, per uno scrittore, è accettare il fatto che il tuo ruolo è meno decisivo. Perché un videogame è fatto di elementi diversi: tecnica, stile di gioco, personaggi, storia, controlli, multiplayer. E’ un tipo di media totalmente diverso da un libro, più interattivo, ma anche più limitante.

Ad esempio, in un gioco come Crysis 2 tutta l’azione è inquadrata dagli occhi del protagonista. Che non si vede mai. Far parlare un personaggio invisibile è davvero complicato, basti vedere titoli come Halo, tanto per fare un esempio. Noi abbiamo trovato una soluzione molto originale."

Chiunque abbia dato un giudizio sulla trama di Crysis 2 o sull’operato di Morgan senza leggere queste parole, dovrebbe pertanto riflettere attentamente: il ruolo dello scrittore videoludico, chiamiamolo così, non è (purtroppo) ancora lo stesso dello scrittore con la S maiuscola; i team di sviluppo partono con le idee già chiare su location e quant’altro, soltanto in un secondo momento cercano un writer – se pensate, come il sottoscritto, che New York sia bella quanto banale, sapete con chi protestare. È per questi motivi che, ahimè, non emerge una grandissima personalità dalla voce "storia"; ma è per questi stessi motivi che, dopotutto, il passo avanti rispetto al predecessore è evidente e piacevole, soprattutto in vista di un ulteriore capitolo.

[img alt='Alieni terroristi! La pagheranno!']/immagini/Articoli/category1505/picture114384.aspx[/img]

Ho maltrattato New York? Scusate, amanti della Grande Mela! Mi rifaccio subito: sul piano del gameplay, NYC offre pressoché le stesse possibilità della giungla vista nel primo Crysis. Vi piaccia o meno, avrete miriadi di modi a disposizione per concludere le missioni imposte dall’alto: la complicità della Nanosuit 2.0 è importante, certo, ma credo sia la grandezza delle ambientazioni ad avere il ruolo di protagonista in questo caso – lo stesso dicasi per il multiplayer. Graficamente, e anche sfruttando il mio PC, posso esprimere un giudizio completo in merito alla sfida Crysis vs Crysis 2: se da un lato è chiaro che Crytek ha maggiormente ottimizzato il suo enorme potenziale, è altresì palese come ci sia una (leggera) pendenza tecnica in favore del capostipite; vuoi per la vegetazione, vuoi per il minore utilizzo del motion blur – comunque indice di pacifico celare – Crysis rimane insomma il riferimento tecnico per il franchise.

Poco importa. Crysis 2 resta l’unico ibrido tra Halo, Call of Duty e Mirror’s Edge ad uscire nella prima metà del 2011. Per un aspetto o per un altro è quindi da giocare.

 

                                                                               

8

/10

 

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