Batman: Arkham City

Batman: Arkham City, la potenza di un tie-in

di • 23 ottobre 2011 • RecensioneCommenti (3)1727

Adesso ne abbiamo la conferma: quello di Rocksteady, nel 2009, non fu un colpo di fortuna. Non lo fu, innanzitutto, perché i capolavori non sono mai dei colpi di fortuna. E non lo fu perché, se lo fosse stato, quello che oggi abbiamo tra le mani probabilmente non rientrerebbe tra i miei (ma non solo) potenziali candidati al gioco dell’anno (non me ne voglia Paolo con il suo amato RAGE). Batman: Arkham City arriva due anni dopo il successo trasversale registrato (inaspettatamente) dal prequel, Arkham Asylum. Arriva quindi carico di hype, di aspettative. Ma carico, soprattutto, di tanti cattivoni pronti a intralciare, ancora una volta, i piani dell’uomo pipistrello.

In sintesi, Arkham City è un Asylum elevato al quadrato. Una mappa due volte più grande, il doppio dei personaggi, un arsenale rinvigorito di nuovi gadget. Ma, è chiaro, qui non parliamo solo di quantità. Il salto qualitativo, ben più interessante e fondato sulle basi di un prodotto che era già stato apprezzato all’unanimità, va oltre la mera moltiplicazione numerica. Arkham City è un gran gioco perché riesce a tenerti incollato allo schermo (roba rara, di questi tempi). E questo puoi ottenerlo soltanto quando hai dalla tua quell’ingrediente che, in un’esperienza completamente incentrata sul single-player, è fondamentale: il ritmo narrativo. Tutto il resto? Non è un optional, ma quasi. Senza dei tempi adeguati nello story-telling, senza la giusta enfasi sulla psicologia dei personaggi, un gameplay appagante rimarrebbe fine a sé stesso. In Batman: Arkham City, invece, tutto si amalgama alla perfezione, tutto ha una sua coerenza interna e tutto, ancora una volta, contribuisce a formare un’opera artistica che si fa apprezzare fin nei minimi dettagli. Costantemente.

Ci sono vari modi per far fuori un nemico: uno è il KO furtivo, ma non è questo il caso.

Penso ai nemici, ad esempio. Ci sono (quasi) tutti: Joker, Harley Quinn, Ivy, Pinguino, Due Facce, Mr. Freeze, Catwoman (addirittura giocabile in alcune sezioni e, grazie a un DLC da 800 Microsoft Points, dotata di una sua storia da affrontare in prima persona). Le loro vicende si intrecciano in modo impeccabile e incrociano la missione di Batman senza paura di strafare: niente punti morti, l’obiettivo è sempre chiaro. Non ci si annoia. Un bel traguardo per un titolo open-world, un genere fisiologicamente afflitto da fasi disorientanti, da quella libertà che più volte si presenta come arma a doppio taglio. Rocksteady, quatta quatta, è riuscita a rendere narrativamente avvincente una città esplorabile in lungo e in largo, di tetto in tetto. E c’è riuscita proprio grazie alla presenza e alle comparse, opportunamente equilibrate, degli storici nemici di Batman (peraltro doppiati in italiano dalle stesse voci della serie animata, con ottimi risultati).

È una trama molto avvincente quella di Arkham City. Una trama che giustifica, in modo del tutto verosimile, l’ingresso in scena di quell’incredibile mole di cattivoni. Dopo la chiusura del manicomio di Arkham, che era stato teatro delle vicende del prequel, tutti i criminali di Gotham sono stati trasferiti e rinchiusi in un’area della città battezzata – appunto – Arkham City, dove si sono create alleanze e delineati (nuovi) ruoli. In questo scenario, Batman mette a nudo la sua personalità, nei suoi punti di forza e nelle sue debolezze. Che vengono fuori fin da subito e, altrettanto presto, risultano tangibili pad alla mano.

Il sistema di combattimento è stato ereditato dal prequel. Tra i vicoli di Gotham, l’occasione per lanciarsi nella mischia non manca mai. Le aggiunte? Poche ma buone, come ad esempio il contrattacco nei confronti dei nemici dotati di arma bianca. Per il resto, è la solita (bella) storia: calci e pugni si susseguono in sequenza, senza mai scadere nel button-mashing: anche in questo caso, come per la trama, è una questione di ritmo. Attacchi e contrattacchi, la chiave è il tempismo. E quando nel gruppo qualcuno ha un fucile, è meglio metterci dentro anche un po’ di tattica. Perché la serie Rocksteady è action, sì, ma anche (soprattutto?) spionaggio. Così, le fasi stealth sono parte integrante di quel sistema che scaccia la noia, ogni scontro è diverso dall’altro. Per dire: potrete stare appesi a quella sporgenza per tutto il tempo necessario a studiare la zona e gli spostamenti dei nemici, a patto che siate usciti dal loro campo visivo; quando sarete pronti, potrete iniziare a farli fuori uno alla volta. Dall’ombra alla luce e poi di nuovo nell’ombra, attacchi fulminei, veloci. Stiamo parlando di Batman, d’altronde, non di James Bond. Ma come il vecchio e caro agente 007, anche Batman è notoriamente dotato di gadget super-tecnologici e in Arkham City ce ne sono parecchi, persino più del prequel. Ad esempio, il batarang telecomandato, già presente nel precedente episodio, è adesso controllabile anche nella velocità; il rampino ha un ruolo di primo piano nell’esplorazione della metropoli (ricca, oltretutto, di missioni secondarie che portano a circa 40 le ore necessarie per un completamento al 100% – per la trama principale ne basteranno 25); la fune adesso permette anche i cambi di direzione “in volo” e la modalità detective (una sorta di realtà aumentata che mette in evidenza i punti chiave dello scenario, come i nemici) assume un ruolo ancor più importante (forse fin troppo) nell’economia del gameplay.

Il gioco è talmente bello che addirittura la grafica passa in secondo piano, eppure siamo su livelli altissimi, l’Unreal Engine 3.5 è sfruttato davvero fino in fondo. Direi sulla scia di Gears of War 3, per non dire meglio (considerata l’ambientazione aperta). Ho visto dei fiocchi di neve appoggiarsi sul mantello di Batman; credo basti a rendere l’idea di quanto maniacale sia stato, ancora una volta, il lavoro degli artisti di casa Rocksteady.

Ve l’ho detto. Arkham City non è soltanto Asylum elevato al quadrato. È, di nuovo, il gioco che i fan di Batman hanno sempre sognato. È la continuazione di quel sogno, ed è ancora più bello.


Sviluppato da Rocksteady e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment, Batman: Arkham City è disponibile dal 21 ottobre per Xbox 360 e PlayStation 3 (la versione PC sarà disponibile dal 18 novembre).

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  • http://www.facebook.com/Kiske89 Andrea Vizzari

    Asylum è stato uno dei giochi più belli a cui abbia mai giocato in tutta la mia vita e uno dei giochi più belli per la 360…questo nuovo arkham city sembra ancora meglio…

  • Filippo Tozzi

    La neve sul mantello aveva incantato anche me, piccoli tocchi di classe. :)
    La colonna sonora, Sergio? Che mi dici a riguardo? Il Main Theme mi è sembrato notevole..

    • http://www.geekjournalist.it Sergio Giannone

      Il main theme è molto bello, sì! In generale tutto l’audio è di buon livello, anche il doppiaggio in italiano (salvo un paio di personaggi, tra cui il Pinguino, meno convincenti).