Rush Bros.

IndieWay #1: Rush Bros.

di • 17 luglio 2013 • RecensioneCommenti (1)2642

Questo articolo rappresenta una piccola incursione di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!

 

Quando leggi che un indie proviene da Israele hai principalmente due reazioni: possibile che in Italia non si sia capaci di fare qualcosa di simile e pubblicizzarlo con la stessa “forza”? e possibile che l’abbiano fatto e io non ne sappia niente?. Ecco, almeno queste due sono state le mie prime domande, cui sono stato costretto – capirete la curiosità del videogiocatore multietnico – a rispondere con una bella sessione di gioco con Rush Bros.

Si tratta di un platform bidimensionale a base di musica, che fa sostanzialmente dello split-screen e della possibilità di avere livelli influenzati dalle proprie canzoni preferite le sue armi (almeno in teoria) vincenti. Con un quadro del genere, l’opportunità di trovarsi di fronte al nuovo Braid, al nuovo Limbo, insomma al nuovo prodotto a basso costo ma vincente e fuori dalle logiche dello strapotere videoludico occidentale… l’opportunità di trovarsi di fronte a qualcosa del genere, dicevo, è a dir poco imponente.

Il problema sta nella realtà dei fatti, nella semplice constatazione che a simili premesse non corrispondono le qualità che ci si era immaginati. Il lavoro di XYLA manca non solo di quel mordente idealmente garantito dal concept musicale ma anche di una base solida su cui poggiare il gameplay – per dire, mi sarei accontentato di un platform 2D funzionante, cosa che Rush Bros. non è. Il gioco è infatti difficile da controllare, i salti non sono precisi, i comandi hanno una latenza insolitamente inaccettabile e, cosa da non sottovalutare e che bisogna riconoscere quanto stupisca in una produzione indipendente, ha un comparto grafico brutto, davvero brutto.

Rush Bros. Splitscreen

A questo aggiungiamo che, 1) lo split-screen è una bella idea ma implementata male, dal momento che i giocatori sono racchiusi in due sotto-livelli all’interno della stessa location e dunque corrono, corrono e corrono ma non possono venire mai a contatto (addio risate da sgambetto, quindi); 2) la musica, – ripeto – era questo il concept originale, non influisce quanto dovrebbe sulla conformazione degli stage. Ho provato con gli immancabili Metallica ma non è che il livello abbia mostrato particolari reazioni ai ritmi folli del thrash anni ’80 o al blues, per alcuni altrettanto folle, di metà anni ’90; tutt’altro.

Converrete con me che anche il prezzo originale di €9,99 al quale potete trovarlo su Steam, alla luce delle meccaniche sostanzialmente bacate di cui sopra, non è abbastanza da motivare la spesa richiesta per portarsi a casa Rush Bros. A XYLA il consiglio di riprovarci con le stesse buone intenzioni e una realizzazione tecnica alla loro altezza.


Sviluppato da XYLA Entertainment e pubblicato da Digital Tribe, Rush Bros. è disponibile dal 24 Maggio 2013 su PC.

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