Xbox 360 Bioshock 2

Recensioni | 03 marzo 2010 | Paolo Sirio


Titolo: Bioshock
Genere: FPS
Piattaforma: Xbox 360
Sviluppatore: 2K Marin/Boston
Publisher: 2K Games
Data di uscita: 9 Febbraio 2010

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Il ritorno a Rapture di XboxWay è stato lungo e intenso, contraddistinto da sensazioni opposte ma non per questo incompatibili. L'incipit del gioco ci ha lasciati piuttosto titubanti mentre il suo sviluppo, come già visto nel primo episodio di quella che è ormai diventata una serie affermata, ci ha garantito ore del divertimento fine cui eravamo stati precedentemente abituati. I motivi della nostra delusione? Un comparto grafico che - sebbene l'attenzione dei recensori sia stata portata dalla software house su diverse innovazioni (alcune irrilevanti, oseremmo dire) - è rimasto ancorato allo standard posto dall'originale Bioshock, una produzione, lo ricordiamo, risalente alla metà del 2007. I perché del nostro entusiasmo? Le tante similitudini con uno dei pochi capolavori della corrente generazione, una narrazione coerente nonostante i flashback e gli svariati finali derivanti non più dal solo destino delle "sorelline" ma anche da quello che decideremo di affibbiare ai personaggi man mano incontrati. Tutto questo è l'evoluzione dell'utopia pensata da Andrew Ryan.

Evoluzione. Un parolone per gli "abitanti ricombinanti" della decadente realtà sottomarina che, assetati di quell'Adam scoperto e studiato da Fontaine, sono diventati poco più di spietati tossicodipendenti alla continua caccia di tale sostanza. Questa continua lotta per la sopravvivenza sembra poter cessare grazie allo spirito pacificatore (e un po' comunista, perché no) della dottoressa Sofia Lamb, già apprezzata nel primo capitolo per le sue doti di estrema umanità, e al suo completo stravolgimento dei canoni ryaniani: l'ego e la sua prepotente ingegnosità vengono accantonati in favore della più volte menzionata "famiglia", che inesorabilmente fagociterà ogni meccanismo della società. L'aspetto in questione ci porta a riflettere sulla presenza/assenza di un vero cattivo in Bioshock 2: entrambe le parti, infatti, lottano per un'ideale piuttosto condivisibile; la nuova paladina è "disposta" a sacrificare qualche elemento della sua cittadinanza in cambio della realizzazione concreta di Rapture, mentre il nostro protagonista e il misterioso personaggio di Eleonor Lamb remeranno contro la resurrezione del progetto, anzi per la sua definitiva scomparsa. Starà quindi al giocatore, questo solo sulla carta, decidere per chi patteggiare; non sarà ovviamente possibile scegliere la resa di fronte ai continui attacchi della popolazione, ma questo era da mettere in preventivo.

Piuttosto, a proposito di popolazione, non possiamo omettere una citazione a tutti i nuovi nemici che i molteplici sviluppatori 2K hanno disegnato per l'atteso sequel: si parte con i Brute, una sorta di Boomer (chi ha giocato a Left 4 Dead - esiste qualcuno che non l'ha fatto? - sa di cosa stiamo parlando) depotenziato ed estremamente vulnerabile solo ad alcune tipologie d'attacco, per passare alla Big Sister che, intuirete dal nome, si trova in netta contrapposizione con il Big Daddy di turno, ossia il nostro alter ego sottomarino. Questo nuovo personaggio, al contrario dei paparini sparsi per la città, ha il compito di scovare le sorelline, come ogni altra fonte di Adam, a discapito di quanti cercheranno di proteggerla: il suo arrivo sarà riconoscibilissimo grazie a una serie di fastidiosi ultrasuoni che lancerà - presumibilmente - per atterrirci ancor di più; face by face, l'incontro non è poi così terrificante (vi consigliamo le pallottole anti-armatura, specialità della casa) e ci premierà, in caso di vittoria, con un abbondante dose della droga rossa.

Chi ha detto Big Daddy? Ce n'è un infinità in quell'inferno chiamato Rapture, non tanto per quanti ne vedrete ma per quanti ne sono stati "costruiti": gli affascinanti palombari si dividono prevalentemente in Buttafuori (riconoscibili per lo spiccato utilizzo della trivella) e Rosie (quelli della sparachiodi), mentre il videogiocatore dovrà vestire i panni attempati di un Serie Alfa, prototipo un tantino malriuscito dell'enorme uomo-robot. Una classificazione fin troppo ramificata, a nostro modo di vedere, per il numero di apparizioni che questi personaggi realmente sono chiamati a fare; troviamo inoltre difficile identificare la serie con un character tanto variegato e poco riconoscibile nelle sue tante versioni dall'utenza generalista: gli Alpha che dovremo abbattere sembrano tutto fuorché i temibili vigilanti della vecchia utopia di Ryan.

Il reparto multiplayer, studiato ad hoc per rientrare nei canoni della storia, funge da prequel (siamo nel 1959, dirà lo stesso Ryan) rispetto all'avventura solitaria. Le danze si aprono con la scelta del personaggio da usare - una cavia per gli esperimenti di Sinclair. Sei in tutto, ognuno con una diversa biografia che ne caratterizza lo sbarco a Rapture: comune denominatore è la voglia di sfida e cambiamento nei confronti dell'ingiustizia sociale del mondo di superficie. Appare dunque un menù simile a quello iniziale e un richiamo al Prologo, grazie al quale avviare una cut-scene esplicativa e una parte giocata all'interno del "nostro" appartamento dove scegliere armamentario e abbigliamento o leggere le leaderboard, che ci introdurrà alle vere e proprie modalità multigiocatore: si scivola dai classici Sopravvivenza, Guerra Civile e Ultimo Ricombinante (deathmatch singolo o a squadre e senza respawn), ai simpatici Conquista (l'hacking di una torretta corrisponde all'acquisizione di un territorio) e Cattura la Sorellina, passando per Proteggi l'Adam, anche a squadre, in cui trattenere la portatrice (in)sana di Adam per il maggior tempo possibile. Suggestiva la possibilità di utilizzare la tuta da palombaro per sterminare con una certa facilità i ricombinanti avversari e rapire, in partite ovviamente diverse, le sorelline proprio come farebbe una Big Sister; il tutto è coadiuvato dalla pressoché totale assenza di lag e da un buon numero di partite disponibili al momento in cui scriviamo. La progressiva acquisizione di armi e plasmidi, infine, ha il merito di accostare Bioshock 2 alle più recenti produzioni votate al multiplayer, segno che non solo si è pensato a non stravolgere la trama del gioco ma anche la sua complessiva qualità finale.

Per quanto riguarda il comparto grafico - il cui frame-rate è sbloccato di default nel corso delle sessioni online per alleggerire il lavoro dei server - quest'ultimo è croce e delizia della produzione 2K. Se da un lato, infatti, è evidente il fascino di metropolisiana memoria che la città sa trasmettere, è dall'altro palese l'assenza di reali innovazioni rispetto al capostipite; l'engine non mostra miglioramenti degni di nota, anzi pare crollare sotto il peso di molte texture dell'ambiente a bassa definizione e un numero di fps non sempre stabile sulla soglia dei trenta. La presenza di qualche sporadico scatto infastidisce particolarmente in quei momenti che, comunque carichi di emotività per via delle musiche, ci riportano coi piedi per terra e alla convinzione che siamo pur sempre di fronte a un videogioco con i pro e i contro della definizione. Un buon esempio di questo fenomeno l'abbiamo riscontrato all'allagamento improvviso delle stanze in cui ci trovavamo durante un monologo della dottoressa Lamb: le luci soffuse, un brano tratto dall'eccellente colonna sonora, uno scoppio repentino; l'acqua sembra infilarsi ovunque, il protagonista si volta, il numero dei fotogrammi crolla e l'atmosfera ne esce completamente distrutta. Ciononostante, le rare immersioni subacquee in cui ci siamo imbattuti hanno evidenziato un buon realismo e una cura relativamente alta dei fondali, sebbene questi ultimi non fossero di dimensioni soddisfacenti.

Tirando le somme, è proprio l'aspetto tecnico - unito a un intreccio di secondaria importanza rispetto al filone narrativo principale - che relega Bioshock 2 al ruolo di eterno comprimario se confrontato con il suo predecessore. Un plot diverso e risvolti di maggiore complessità nella storia di Rapture avrebbero comunque lasciato il segno in un franchise che potrebbe sicuramente fare a meno di questo sequel; comprendiamo in ogni caso la scelta del publisher volta alla monetizzazione della serie che, a lungo andare, influenzerà moltissimo l'intera industria.

Valutazione Finale

Presentazione: 9
Semplicemente Bioshock. L'edizione per collezionisti è materiale d'altri tempi, Rapture è il palcoscenico su cui tutti sogneremmo di recitare. Ma il carisma di Andrew Ryan farà di tanto in tanto sentire la sua mancanza.

Grafica: 8.5
Bioshock, quasi tre anni dopo. Nonostante il contatto stavolta diretto con l'acqua, sono pochi i passi in avanti che il team di sviluppo ha fatto sul versante grafico. E il tempo, si sa, è il peggiore nemico di un videogioco.

Gameplay: 9
La magia della prima volta al comando di un plasmide - tra parentesi, non ne sono stati aggiunti di nuovi - non si ripete e questo ci pare naturale; la sensazione di potenza che il ruolo di Big Daddy pare trasmettere si paleserà a ogni contatto con ricombinanti e mutanti vari, risultando piacevole pur semplificando le meccaniche di combattimento (cui saremo chiamati più spesso che mai).

Sonoro: 9
Straordinaria la colonna sonora che alterna, come ormai consuetudine, pezzi d'epoca e brani orchestrali in un crescendo di tensione; il doppiaggio non manca di soddisfare anche se non tocca le vette di altre produzioni, mentre l'audio proveniente da Rapture (il fischiettare dei bot di sorveglianza è storia) riesce nuovamente a coinvolgere.

Longevità: 9
Una decina d'ore per un'esperienza in single-player notevolmente ridotta se paragonata a quella del primo Bioshock. Ciononostante, la componente rigiocabilità è amplificata dai finali multipli e dal multigiocatore.

Multiplayer: 8
La grande novità e l'apparente corpo estraneo di Bioshock 2. Il multiplayer che abbiamo testato non è né l'una né l'altro, ponendosi come piacevole prequel alle vicende del singolo senza stravolgere quanto di buono c'è nella storia.

Voto complessivo: 8.5

E' proprio vero: la prima volta non si scorda mai. Ma la seconda non è poi così male...


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Commenti
2 maggio 2010 13.03
Mr Nytrox ha detto:
Gioco con ambienzazione affascinante, sempre bello.
 

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