Fifa 12, il trio delle meraviglie

Scusate se è poco, Fifa 12

di • 10 ottobre 2011 • Recensione • Commenti (2) • 2258

“Un giorno riusciremo a liberarci delle virgole e a mettere sullo stesso piano prestazioni pressoché simili. Fino ad allora, Dio salvi tutto, pure i millesimi. E si aspetti di vedere, salvo sorprese, un 9.5 per il prossimo anno.”

Così parlai in occasione della recensione (all’epoca le chiamavamo così…) di Fifa 11: un titolo che sembrava vicinissimo alla perfezione, sempre un decimo avanti al predecessore e difficilmente comprensibile, nella sua pienezza, se non a distanza di mesi. Con la medesima consapevolezza di un anno fa, pur libero di voti e decimali che avevano causato buona parte del mio esaurimento nervoso, mi accingo a parlarvi di Fifa 12.

Drogba e tanti altri campioni al centro della campagna acquisti nella modalità Carriera: il mercato delle altre società è molto più aggressivo, mentre quasi tutti i giocatori, anche all'ultimo giorno (con tanto di countdown ora per ora), saranno disposti a trasferirsi se ben pagati.

Un gioco complesso, per restare in tema, in ogni suo aspetto ludico, a partire dall’intelligenza artificiale. Parto sempre in quinta con il livello di difficoltà settato su Leggenda e, devo riconoscerlo, mai come quest’anno mi trovo, chiaramente per ora, in grande difficoltà. Rispetto a quel che succedeva nelle passate edizioni di Fifa, migliorate sotto questo punto di vista di anno in anno, è di gran lunga più dura e strenua la competizione dell’IA, è di gran lunga più alto il grado di attenzione e concentrazione che il giocatore dovrà mostrare nel corso della partita. Per fare un esempio: fino a qualche mese fa ero in grado di chattare su MSN, ascoltare musica, parlare con gli amici di Xbox Live cuffia all’orecchio e quindi giocare, con risultati per di più ottimi. Stavolta è diverso (ribadisco, per il momento: si discute di learning curve e non in termini assoluti); stavolta non posso permettermi il benché minimo e insignificante istante di pausa, perché l’avversario è proprio lì ad aspettare il mio errore, la mia distrazione, per colpirmi irreparabilmente. E recuperare lo svantaggio è impresa da titani, con un comportamento assai più umano dei portieri – parate di piede su conclusioni che in passato avrebbero gonfiato la rete e, di contro, meno possibilità che i loro interventi siano precisi al 100% – e dei difensori, che scivolano in modo da ostacolare il tiro.

Una sensazione che, anziché innervosirmi (cosa che sta accadendo a molti), mi eccita terribilmente. Perché proprio il presentimento che da un momento all’altro potessi perdere tutto ciò che avevo faticosamente costruito in 90 minuti mi era mancato in Fifa 11. E l’avevo ritrovato, sorpresa, negli ultimi PES. Un presentimento amplificato, come se non bastassero le potenzialità regolabili della CPU, dalla nuova difesa tattica: era ora che Fifa, espressione del soccer inteso, per l’appunto, come gioco di solo attacco e fantasia, si dotasse di un serio meccanismo difensivo, e con la release 2012 questo è finalmente successo. Il sistema è quello già sperimentato in Fifa 98: alla pressione del tasto B, infatti, il calciatore va a pressare, strattonare (con ulteriori animazioni che provano l’ottimo motion capture degli studi di Burnaby) e persino colpire il rivale nella corsa, incrementando la sensazione di realismo con i cosiddetti “falli tattici”. Quelli che ha fatto Javier Zanetti tirando la maglietta di Lavezzi durante Inter – Napoli, per intenderci – Sergio mi ucciderà per questo. Il famigerato motore degli impatti, talvolta comico ma estremamente funzionale al rinnovato approccio difensivo, svolgerà poi il resto del compito: mai più un’azione senza reazione, mai più uno scatto nel gelo senza uno stiramento, mai più un fallo di mano fischiato per riempire il verbale degli arbitri. Sono finiti i tempi, insomma, in cui bastava spingere il tasto A per far scattare l’automatismo dello sprint + recupero palla, per far andare liscio come l’olio un passaggio che sembrava già chiuso e, come ho avuto modo di ricordare quassù, era ora.

Altro elemento di rottura rispetto al passato è la visuale “dalla tribuna stampa”, nata in onore della Premier League nonché componente mutuata e migliorata dalla scorsa release di Pro Evolution Soccer. Che gli sviluppatori di EA Sports, tra l’altro sponsor della lega, fossero appassionati di calcio inglese era già arcinoto ai fan della serie; in Fifa 12, oltre al consueto ritmo da cardiopalma e pressing asfissiante, si fa appunto spazio una nuova inquadratura, che riprende pari pari il feeling trasmesso dai match di John Terry, Wayne Rooney e compagnia. Da amante del football propriamente inteso, non posso che essere soddisfatto di una novità simile: il gioco è adesso molto più vicino alla realtà, sebbene restino le sensazioni di (parziale) insoddisfazione per la distorsione visiva nei pressi dell’area di rigore e l’utilizzo di squadre non appartenenti alla premiership. Una questione soprattutto di abitudine: non è frequentissimo vedere compagine italiane misurarsi contro avversari, stadi e di conseguenza telecamere d’oltremanica, pertanto potrebbe servirvi del tempo per assimilare l’impatto. Nel caso non ci riusciste, è giusto ricordarvi che esistono tante altre visuali, persino da personalizzare, tra cui scegliere.

In chiusura, andando di proposito oltre un comparto grafico che, licenze a parte (manca la Nazionale!), raggiunge pian piano l’eccellenza persino nella rappresentazione dei volti, Fifa 12 è l’esempio di come gestire un franchise che, da qualche anno a questa parte, ha la vittoria nel DNA: niente stravolgimenti, occhio alla concorrenza e un paio di innovazioni per uscita. Una formula, scusate se è poco, che rende la simulazione di casa EA ancora il punto fermo della collezione di un vero amante del calcio virtuale.

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  • Sax

    In all manual questo gioco è la perfezione del calcio videoludico. 

    • Anonimo

      Sono d’accordo, il manuale migliora di anno in anno ed è sempre più gestibile… Niente a che vedere con Fifa 08, insomma! :D