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	<title>XboxWay.com &#187; IndieWay</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 24 May 2014 15:31:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>IndieWay #12: The Last Tinker: City of Colors</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2014 12:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Capuozzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Cover Story]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[The Last Tinker: City of Colors]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un nuovo IndieWay, il numero dodici, incentrato tutto sull'anteprima di The Last Tinker: City of Colors. Un interessante e forse sottovalutato indie</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/05/06/indieway-12-last-tinker-city-colors/">IndieWay #12: <em>The Last Tinker: City of Colors</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap">I</span><!--/.dropcap-->l titolo indie di cui parliamo oggi è sviluppato da una casa emergente, Mimimi Production, già gettonata in ambito videoludico per la pubblicazione su mobile, soprattutto iOS. L’esperienza accumulata su smartphone sembra emergere in <em>The Last Tinker: City of Colors</em>, siccome giocando a questo titolo ci si rende conto di avere tra le mani un prodotto piacevole che alla base ha un gameplay estremamente semplice.</p>
<p>Infatti, se ci riflettiamo, tutti i giochi mobile che hanno avuto successo hanno alla base un concetto semplice, ampliato e reso accattivante poi dai designer e dai programmatori. Siamo a Colortown, cittadina suddivisa in vari quartieri, dove ognuno di questi ha un suo colore dominante. Solo nella periferia non c’è un colore particolare che “sovrasta” gli altri, ragion per cui nelle fasi iniziali del gioco ci muoveremo in un paesaggio dai colori molto variegati.</p>
<p>A causa di un evento non noto all’inizio dell’avventura improvvisamente i vari quartieri orientati verso un particolare colore hanno cominciato a non tollerare più gli abitanti degli altri quartieri, ragion per cui la produzione di colore comincia a calare ed i colori dei quartieri cominciano a sbiadire. L’unico posto dove questo tipo di problema continua a non esserci è proprio la periferia, luogo da cui partirà la nostra avventura.<br />
Impersoneremo Koru, un personaggio con lineamenti da scimmia che sarà in grado di muoversi liberamente all’interno di questo mondo e potrà interagire con vari abitanti ed elementi dello scenario.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone" alt="" src="http://it.ign.com/pictures/games/100001619/186425.png" width="1920" height="1080" /></div>
<p>Presenti anche delle sequenze di vera e propria lotta piuttosto semplici da superare dove combinando delle piccole serie di tasti è possibile eseguire delle combo e fare più danni ai nemici. Nella parte iniziale dovremo prendere parte ad una gara completando un paio di lavori per poter iscriverci. Questi lavori ci permetteranno di prendere confidenza con le meccaniche di gioco, sia per la lotta, sia per l’interazione con gli elementi dello scenario.</p>
<p>Dopo tale gara riceveremo la visita di uno degli spiriti del colore, che ci donerà un potere curativo speciale, oltre a portarci al faro della città. Molto probabilmente <span class="pullquote">il titolo completo girerà attorno a questo tipo di approccio</span>, ovvero il trovare ed interagire con i vari spiriti nel corso dell’avventura, acquisendo i loro poteri e potendo così contribuire al ritorno della pace a Colortown. Il gioco grazie al semplice approccio può essere giocato da chiunque, essendo estremamente immediato e con dinamiche facili da capire ed interpretare.</p>
<p>Nota di merito va ai designer dello studio, che hanno realizzato un mondo di gioco molto bello da vedere e pienamente godibile. Il titolo completo è atteso per quest’estate su tutte le piattaforme, prima su PC, Mac e Linux grazie a Steam e successivamente su console.</p>
<div id="r1PostCPBlock"><em>Questo articolo rappresenta <a href="http://www.xboxway.com/?s=indieway">una piccola incursione</a> di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!</em></div>
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		<title>IndieWay #11: Race to Mars</title>
		<link>https://www.xboxway.com/2014/03/23/indieway-11-race-to-mars/</link>
		<comments>https://www.xboxway.com/2014/03/23/indieway-11-race-to-mars/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2014 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Canessa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Cover Story]]></category>
		<category><![CDATA[Early-access]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Race to Mars]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La corsa a Marte parte nel nuovo IndieWay: Race to Mars è ammartat... ehm, ha messo piede sul pianeta rosso (in realtà su Steam) e noi vi diciamo com'è</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/23/indieway-11-race-to-mars/">IndieWay #11: <em>Race to Mars</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap">L</span><!--/.dropcap-->a rivoluzione dei giochi Indie parte da lontano e travolge il mondo dei videogame. In un’industria videoludica che ha bisogno di nuove vie creative e studios in grado di privilegiare i contenuti innovativi e coinvolgenti rispetto alle caratteristiche tecniche dei propri lavori, gli sviluppatori indipendenti rappresentano il vento nuovo che porta freschezza.</p>
<p>Nati dal confronto serrato con i grandi marchi del settore, ora la branca dei developers autonomi ha acquisito tutto il rispetto dovuto, soprattutto dalle stesse case produttrice principali (vedere Microsoft e Xbox con il programma ID@Xbox che ha messo a disposizione la potente console next-gen per generare nuovi “mostri”).</p>
<p>Steam, dal canto suo, è una delle tante dimostrazioni di come l’iniziativa genuina, ispirata dalla passione per i videogame, possa portare a creare piattaforme alternative, sulle quali dare libero sfogo alla creatività ed espressività. Intermarum, team di sviluppo polacco nato nel 2010, ha subito colto la possibilità ed essendo anch’esso composto da menti fantasiose, ha compreso quella che a tutti gli effetti è diventata una nuova strada videoludica moderna, con la produzione di giochi dedicati a Steam.</p>
<p><em>Race to Mars</em> è il primo nascituro da questi studios, <span class="pullquote">realizzato interamente con la nuova interfaccia grafica Unity</span> e da poco accessibile tramite Early Access. L’idea portata avanti da questi ragazzi è senza dubbio innovativa: il gioco strategico a turno viene spostato in un nuovo campo di gioco, raramente approfondito e messo come background di un videogame.</p>
<p>A capo della New Space, compagnia aerospaziale, avrete il compito di gestire ogni aspetto legato alla vita di una multinazionale di questo tipo, impegnata nel trarre profitto nella conquista di Marte.</p>
<p>L’approccio a questa nuova vita sul pianeta Rosso è interamente nelle vostre mani e vi verrà fornita la possibilità di creare una compagnia dedicata allo sviluppo militare, turistico o scientifico, scegliendo le principali direttive da impartire al vostro team di sviluppo. Ma cerchiamo di approfondire meglio questo stile strategico di Intermarum, dalle sfaccettature innovative. Dobbiamo premettere che la versione di gioco provata è un progressivo dei diversi step di sviluppo reso disponibile dagli sviluppatori, tuttora impegnati nell’ultimazione finale di <em>Race to Mars</em>. Dal punto di vista grafico quello che viene proposto è uno strategico atipico, ambientato nelle vicinanze di una base aeronautica che voi, dirigenti della New Space, avrete il compito di rendere competitiva sul mercato.</p>
<p>L’approccio al gioco è prevalentemente gestionale e pone il giocatore nella condizione del capo marketing aziendale che deve decidere dove, come e quanti soldi spendere nei diversi settori della vita economica societaria: da una parte sarete impegnati nella realizzazione delle infrastrutture necessarie per sviluppare le vostre tecnologie, dall’altra avrete il compito di gestire le risorse “umane”, con ingegneri da impegnare in diversi settori della crescita aziendale come ricerche spaziali, perfezionamento dei sistemi di propulsione e molto altro.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone" alt="" src="http://indiegameinsider.com/wp-content/uploads/2013/07/racetomars.jpg" width="1920" height="1080" /></div>
<p>Ovviamente per fare tutto questo, oltre al denaro, sarà necessario anche un bel po’ di tempo. Ed è qui che vengono messi alla prova i vostri piani aziendali. Tramite una barra temporale attivabile con il tasto End Turn, il tempo scorrerà avanti di un mese, generando una “lista” di entrate ed usciti mensili e un consuntivo dal quale capire se si è in attivo o passivo. Oltre alla normale matematica contabile ci saranno anche variabili inaspettate, come sponsor aggiuntivi o danni causati da incidenti di laboratorio che potranno donare o prendere maggiore denaro dalle vostre casse.</p>
<p>Oltre alla mera gestione strategica delle risorse societarie vi sarà anche <span class="pullquote">una parte pubblicitaria con la quale dipingere la vostra società agli occhi del mondo</span>. In base al sistema delle conferenze stampa potrete rispondere a critiche, proporre nuovi piani aziendali o semplicemente innalzare il nome della società alle stelle (in tutti i sensi).</p>
<p>A grandi linee questo è quanto <em>Race to Mars</em> riesce a produrre, ovvero uno strategico non convenzionale. L’idea, in linea di massima, ci piace, ma molte sono le cose che Intermarum deve limare per cercare di rendere la sua lavorazione competitiva a livelli superiori.</p>
<p>Ciò che balza agli occhi è una grande staticità di gioco, derivante dalla mancanza di vere e proprie quest in tempo reale, in cui la strategia non è più un semplice compito matematico ma la messa in campo dell’intelletto dell&#8217;utente. Anche la gestione di una società aerospaziale comporta una certa sensibilità, ma limitare il compitino al consuntivo mensile stronca un po’ l’emozione di una battaglia vista dalla sala dei bottoni.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone" alt="" src="http://indiegameinsider.com/wp-content/uploads/2013/07/racetomars.jpg" width="1920" height="1080" /></div>
<p>Oltre alla totale inesistenza di missioni in tempo reale la grafica e la gestione del “paesaggi di gioco” è pressoché nulla, in quanto non si potrà effettuare nessuna personalizzazione sugli edifici, né per forma né per posizionamento sul terreno. L’insieme di queste due “ancore” porta a trovarsi di fronte ad un menù gaming, un’esperienza ludica limitata alla scelta di un opzione ritenuta più vantaggiosa rispetto ad un&#8217;altra e al trascorrere del tempo per poter sapere se quanto preventivato è andato in porto o meno.</p>
<p>Ovviamente, trattandosi di un work in progress (saranno rilasciate nuove build a breve), <em>Race to Mars</em> non è ancora giudicabile nella sua totalità ed è proprio per questo che il team ha deciso di raccogliere i consigli dell’utenza con una prova su strada. L’idea è interessante, ma alcuni elementi devono essere migliorati o addirittura rivisti, per donare maggiore brio all’esperienza ludica che altrimenti rischierebbe di diventare statica e monotona.</p>
<p><em>Questo articolo rappresenta <a href="http://www.xboxway.com/?s=indieway">una piccola incursione</a> di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/23/indieway-11-race-to-mars/">IndieWay #11: <em>Race to Mars</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		<title>IndieWay #10: Dragons &amp; Titans</title>
		<link>https://www.xboxway.com/2014/03/13/indieway-10-dragons-titans/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 14:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentino Cinefra]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cover Story]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Dragons & Titans]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>XboxWay si dà ai MOBA nel decimo numero di IndieWay: tocca stavolta a Dragons &#038; Titans, un buon esponente del mondo dei free-to-play</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/13/indieway-10-dragons-titans/">IndieWay #10: <em>Dragons &#038; Titans</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo articolo rappresenta <a href="http://www.xboxway.com/?s=indieway">una piccola incursione</a> di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!</em></p>
<p><span class="dropcap">I</span><!--/.dropcap-->ndieWay è tornato e stavolta ci occupiamo di <em>Dragons &amp; Titans</em>, grazie ad una chiave gentilmente concessaci dagli sviluppatori.</p>
<p><em>Dragons &amp; Titans</em> entra nell’affollato panorama dei MOBA free-to-play, sviluppato da Plan of Attack e Wyrmbyte, pubblicato dal publisher indie Versus Evil. Ogni volta che si parla di un titolo di questo genere è inevitabile affiancarlo a giganti come <em>League of Legends</em> e <em>DOTA 2</em>, trattandosi però di un gioco indie cercheremo di valutarlo con i giusti canoni.</p>
<p>Un MOBA (multiplayer online battle arena) per chi non lo sapesse è un genere nato da una modalità di gioco del leggendario <em>Warcraft III</em>, in cui due squadre di alcuni personaggi si affrontano cercando di avanzare nella parte di mappa dell’avversario distruggendo la base nemica. Da questa semplice premessa ne è scaturito un vero e proprio nuovo genere di videogiochi, i cui massimi rappresentanti sono ad oggi i due titoli sopra citati.</p>
<p><em>Dragons &amp; Titans</em> sarà disponibile da oggi tramite Steam per PC e Mac, essendo un titolo free-to-play è possibile scaricarlo gratuitamente ma saranno presenti le ovvie micro-transazioni interne al gioco.</p>
<h2>MOBA CHE TI PASSA</h2>
<p>La premessa di <em>Dragons &amp; Titans</em> è senz’altro accattivante, cavalcare draghi di ogni forma e dimensione e conquistare basi nemiche a suon di fiammate e asciate, peccato che il risultato finale non sia sempre divertente ed esaltante.</p>
<p><span class="pullquote">Le meccaniche sono quelle dei MOBA classici</span>, cinque cavalieri di draghi contro cinque si sfidano per liberare il proprio Titano nelle grinfie dell’avversario. La mappa è composta da torrette che ostacolano l’avanzata e vanno distrutte, templi che fanno da scudo, percorsi alternativi da seguire per aggirare gli avversari e via dicendo.</p>
<p>I problemi del gioco si vedono sin dalla prima partita. Cavalcare i dragoni non è facile né immediato in quanto i comandi sono un po’ macchinosi, inoltre non è possibile impostare il movimento cliccando sulla minimappa a discapito della componente strategica del titolo e dell’inevitabile immediatezza del gioco.</p>
<p>Dove <em>Dragons &amp; Titans</em> si differenzia è nell’avanzamento del personaggio durante la partita. Mentre in <em>League of Legends</em> ad esempio è molto importante selezionare la build di oggetti migliore, qui non esiste questo tipo di meccanica. Oltre al drago con le sue 3 abilità di cui una passiva e le due abilità di supporto scelte dal giocatore, è possibile equipaggiare ad inizio partita un’arma che concede altre due abilità. Ogni drago ha la sua specialità e un set di armi che possono essere più o meno utili.</p>
<div class="image-wide-center"><a href="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Caged-Tital.png" rel='prettyPhoto'><img class="alignnone size-large wp-image-36035" alt="Caged Tital" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Caged-Tital-1024x576.png" width="713" height="401" /></a></div>
<p>Se ad esempio abbiamo un drago che si basa sulla difesa, potremmo equipaggiare un’arma che aumenta la ricarica dell’energia, creando quindi delle combinazioni efficaci e funzionali. Questo elemento rende il gioco adatto agli inesperti dei MOBA, ma dall’altro sul lungo periodo non appassionerà chi cerca tecnicismi che il gioco non può offrire. Per farvi un esempio, molti degli scontri di massa (i cosiddetti teamfight) si risolvono spesso in una serie di abilità lanciate in sequenza senza una vera e propria strategia.</p>
<p>Oltre alla modalità classica 5v5 esiste la modalità Capture Points dove bisogna conquistare un tot di location in un determinato tempo, e la frenetica modalità ARAM (all random all middle) dove viene selezionato un dragone casuale e si combatte su una mappa con una corsia unica. Interessante la possibilità di affrontare tutte queste modalità in cooperativa con uno o più amici sfidando dei bot generati dall’intelligenza artificiale.</p>
<h2>GOTTA CATCH ‘EM ALL</h2>
<p>Essendo un free-to-play gli sviluppatori in qualche modo la pagnotta devono portarla a casa. Esistono perciò una serie di collezionabili ed attività secondarie collegate alle micro-transazioni.</p>
<p>Lo sviluppatore ha dichiarato che saranno disponibili 30 tipi di draghi e 30 tipi di armi che potranno essere sbloccati con la valuta interna che si ottiene giocando, oppure con il denaro reale. È impossibile definire quanto sia necessario o meno ricorrere al denaro sonante per avanzare nel gioco, sta di fatto che <span class="pullquote">di micro-transazioni ce ne sono parecchie</span> di diversi tipi. Dall’acquisto delle uova di drago, le armi, i bundle per potenziare i draghi, i boost per l’esperienza ecc. sono molte le occasioni in cui si può cadere nella trappola tipica dei free-to-play. Oltre a questo esistono una serie di azioni da compiere giornalmente come nei browser game che spopolano su Facebook.</p>
<p>Collegandosi ogni giorno è possibile ottenere un numero casuale di cristalli (la valuta interna) lanciando un dado, lanciando un dado in più ad ogni giorno consecutivo in cui si accede – inutile specificare quanto sia esigua la quantità di cristalli ottenuta in questo modo. Per stimolare il giocatore inoltre ci sono una serie di sfide da compiere che regalano una quantità di cristalli leggermente più generosa.</p>
<h2>NON SOLO MULTIPLAYER</h2>
<p>In <em>Dragons &amp; Titans</em> oltre alle battaglie multiplayer esistono una serie di missioni da effettuare in single player che servono per sbloccare dei particolari dragoni ed approfondire l’ambientazione di gioco.</p>
<div class="image-wide-center"><a href="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/5v5_g.png" rel='prettyPhoto'><img class="alignnone size-large wp-image-36030" alt="5v5_g" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/5v5_g-1024x576.png" width="713" height="401" /></a></div>
<p>Per quanto si possa sorvolare su alcuni aspetti e fare appello alla natura indie del titolo, ci dispiace dire che alcune di queste missioni risultano al limite del soporifero. Gli atti delle missioni si risolvono tutte nell’arrivare da un punto A ad un punto B annientando tutti i nemici nel tragitto, con delle variazioni sul tema qua e là. Nonostante i tre livelli di difficoltà possano contribuire a stimolare il gioco, il ritmo delle missioni è costante e noioso e difficilmente invoglia a completarle una volta, figuriamoci ritentarle ad un livello di difficoltà superiore.</p>
<h2>CONCLUSIONE</h2>
<p><em>Dragons &amp; Titans </em>non è un MOBA né innovativo tantomeno originale, riprende molte delle meccaniche degli altri esponenti del genere, nonché dei giochi virali su Facebook con l’aggiunta di un pesante numero di micro-transazioni.</p>
<p>Nonostante tutto può rappresentare un buon entry-level per chi non ha mai giocato ad un MOBA, con la consapevolezza che per via della sua scarsa profondità tattica e gestionale non intratterrà per più di qualche mese.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/13/indieway-10-dragons-titans/">IndieWay #10: <em>Dragons &#038; Titans</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		<title>Indieway #9: Life Goes On</title>
		<link>https://www.xboxway.com/2014/03/09/indieway-9-life-goes/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 14:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Capuozzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[Life Goes On]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Torna Indieway e lo fa con un curioso platform realizzato in appena due giorni. Più morirete, più Life Goes On vi premierà!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/09/indieway-9-life-goes/">Indieway #9: <em>Life Goes On</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo articolo rappresenta <a href="http://www.xboxway.com/?s=indieway">una piccola incursione</a> di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!</em></p>
<p><span class="dropcap">T</span><!--/.dropcap-->orniamo a parlare di titoli indie sulle pagine di XboxWay, occupandoci stavolta di <em>Life Goes On</em>, un piccolo platform sviluppato in appena due giorni.</p>
<p>Sì, avete capito bene, quarantott’ore in totale. Vi starete chiedendo: “Come è possibile sviluppare un videogioco in così poco tempo?”.</p>
<p>La risposta a questa domanda è Global Game Jam, un evento che si tiene ogni anno della durata di appunto due giorni dove grafici, animatori, designer, scrittori, programmatori e musicisti si incontrano per realizzare videogiochi completi in questo breve lasso temporale.</p>
<p>L’iniziativa si svolge in contemporanea mondiale, e viene organizzata tramite internet. Si decide un luogo (spesso una sede universitaria) e si comunica la data, da lì chiunque voglia contribuire al progetto si iscrive gratuitamente dal sito ufficiale e si reca nel punto concordato il giorno prefissato.</p>
<div class="image-wide-center"><a href="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Life-Goes-On-2.jpg" rel='prettyPhoto'><img class="alignnone size-full wp-image-35731" alt="Life Goes On 2" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Life-Goes-On-2.jpg" width="600" height="336" /></a></div>
<p>Le sedi presso le quali si svolge l’evento si collegano e tramite un lavoro coordinato si buttano giù le idee, si progetta il gioco ed entro la scadenza delle quarantott’ore si crea il prodotto completo, corredato di audio, animazioni e meccaniche create per l’occasione.</p>
<p>Uno dei videogiochi creati durante l’edizione 2012 del Global Game Jam è proprio <i>Life Goes On</i>, gioco che verrà distribuito in forma completa tramite piattaforma Steam su PC, Mac e Linux a partire dal prossimo 16 Aprile.</p>
<p>Si tratta di <span class="pullquote">un titolo in 2D divertente e stimolante</span> allo stesso tempo, dove per vincere e superare ogni livello bisogna aguzzare l’ingegno e superare una serie di ostacoli.</p>
<p>C’è un paradosso alla base del titolo, ovvero che “per vincere bisogna morire”. Niente di più vero. Nel gioco avremo a disposizione vite infinite, la sfida starà nel superare un determinato livello morendo il minor numero di volte ed impiegando meno tempo possibile.</p>
<p>Il nostro impegno verrà poi ricompensato da una valutazione di grado più alto.</p>
<p>Ma perché “bisogna morire”? Semplice, perché i cadaveri dei soldati caduti possono servire ad arrampicarsi più in alto e raggiungere una sporgenza, o magari servono a lasciare premuto un pulsante che annulla un muro di fuoco che ostacola il nostro cammino.</p>
<div class="image-wide-center"><a href="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Life-Goes-On-3.jpg" rel='prettyPhoto'><img class="alignnone size-full wp-image-35732" alt="Life Goes On 3" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Life-Goes-On-3.jpg" width="600" height="337" /></a></div>
<p>Questi sono solo un paio degli utilizzi possibili, precisando che dovremo gestire contemporaneamente l’utilizzo dei corpi ed il respawn dato dai checkpoint distribuiti su tutto il livello per riuscire a raggiungere la fine, simboleggiata da un calice d’oro che ricorda il sacro Graal.</p>
<p>Impersoneremo un comunissimo soldato, in grado solo di muoversi a destra e sinistra e di saltare. Sembra alquanto limitato, ma vi assicuro che il divertimento non manca. Non a caso, <em>Life Goes On</em> ha già avuto alcuni riconoscimenti ed è stato inserito nella lista dei dodici migliori giochi indie di IGN all’ultimo PAX.</p>
<p>Per tutti coloro che volessero provarlo è disponibile una demo sulla piattaforma Steam, che vi dà solo un piccolo assaggio di quello che avremo a disposizione all’uscita. Quindi vi consiglio di provarlo ed acquistarlo se già i piccoli enigmi iniziali sono in grado di coinvolgervi.</p>
<p><em>Life Goes On</em> sarà disponibile il prossimo 16 Aprile su piattaforma Steam al prezzo di $12.99.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/09/indieway-9-life-goes/">Indieway #9: <em>Life Goes On</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		<title>Indieway #8: Democracy 3</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2014 16:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele Capacchione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cover Story]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Democracy 3]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Positech]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fare politica può essere ancora un gioco, nonostante le tensioni e problematiche cui siamo sottoposti tutti i giorni? Scopriamolo nel nuovo Indieway</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/02/indieway-8-democracy-3/">Indieway #8: <em>Democracy 3</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo articolo rappresenta <a href="http://www.xboxway.com/?s=indieway">una piccola incursione</a> di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!<br />
</em></p>
<p><span class="dropcap">I</span><!--/.dropcap-->n un periodo di profonda crisi e mancanza di fiducia nelle istituzioni, finalmente possiamo essere artefici del nostro destino, anzi di più, del destino del nostro paese; bene ora possiamo smettere di sognare e immergerci nella lettura della recensione di uno dei titoli gestionali a sfondo politico che ha riscosso maggior successo negli ultimi anni, complice la piattaforma Steam.</p>
<p><em>Democracy 3</em> è la nuova incarnazione del gioco che, grazie alle sue meccaniche gestionali ed una veste grafica semplice ma al tempo stesso accattivante, è riuscito a creare una folta schiera di sostenitori. Cliff Harris di Positech è riuscito a confezionare un titolo che prende tutti gli elementi visti nel capitolo precedente e li migliora. Forte di una nuova veste grafica, più sobria e raffinata, il gioco ci mette nei panni di un leader politico chiamato a risollevare le sorti del proprio paese. La parola chiave di questo nuovo capitolo è demagogia; si avete capito bene, la demagogia la fa da padrona, ci troveremo infatti ad attuare decisioni che riterremo sbagliate solo per ottenere un consenso maggiore ed assicurarci una poltrona calda per il prossimo mandato.</p>
<p><span class="pullquote">Il gameplay è quello classico di ogni gestionale che si rispetti</span>, e segue il terzo principio della fisica, ad ogni azione corrisponde una reazione (non sempre) uguale ed opposta. Le modalità di attuazione di queste “azioni” avviene tramite l’utilizzo di nodi informativi, che ci rimandano ad info grafiche di non sempre chiara lettura, complici numeri e percentuali.</p>
<p>In questo senso però ci viene in aiuto il sistema studiato dallo sviluppatore per aiutare il “presidente”, una sorta di ragnatela che lega tutti i nodi e lascia capire quali sono quelli in negativo, indicati in rosso, e quelli positivi, indicato con delle linee verdi, ed oltretutto quale è l’incidenza che hanno sulle nostre scelte. La lacuna più grande di questo nuovo capitolo è la totale assenza di elementi che sono in grado di rendere il gioco più realistico, dando quella marcia in più che i fan del titolo aspettavano; crisi di governo, malattie improvvise, attacchi alieni e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Inoltre, a differenza di altri titoli gestionali più blasonati, la mancanza di una componente narrativa, che lascia spazio ad un freddo e molto sintetico tutorial, si fa sentire, e lascia interdetti i più che si approcciano per la prima volta a questo gioco spinti dalla voglia di diventare dei capi di governo. Una nota positiva è il supporto della community di Steam Workshop che, in teoria, dovrebbe garantire pieno supporto al titolo, arricchendolo di nuove meccaniche e situazioni che vadano ad allungare la vita del titolo Positech.</p>
<div class="image-wide-center"><a href="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/ss_3517aef52ebf295860641739b717f97bed09f595.1920x1080.jpg" rel='prettyPhoto'><img class="alignnone size-large wp-image-35336" alt="Democracy 3" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/ss_3517aef52ebf295860641739b717f97bed09f595.1920x1080-1024x576.jpg" width="713" height="401" /></a></div>
<p>In ultima analisi, è opportuno dire che il titolo, nel complesso, può essere definito un buon gestionale, anche se dopo qualche partita, complice la prevedibilità delle azioni e delle scelte può diventare monotono e ripetitivo. Neanche il primo DLC pubblicato riesce a farci cambiare idea, andando ad inserire nuove scelte e meccaniche al nostro amato presidente.</p>
<p>Considerando che su Steam si trova a circa €23, ed aggiungendo il DLC si arriva a €28, consigliamo la fruizione solo ai gamer che sono realmente convinti di voler intraprendere questa strada.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/03/02/indieway-8-democracy-3/">Indieway #8: <em>Democracy 3</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		<title>Indieway #7: Snow</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 07:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentino Cinefra]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Snow]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Torna Indieway e stavolta andiamo in settimana bianca con Snow, il simulatore di sci open world del team indipendente svedese Poppermost Production</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/02/05/indieway-7-snow/">Indieway #7: <em>Snow</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo articolo rappresenta <a href="http://www.xboxway.com/?s=indieway">una piccola incursione</a> di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!</em></p>
<p><span class="dropcap">R</span><!--/.dropcap-->isultato della fatica del team svedese indipendente Poppermost Productions, <strong><em>Snow</em> </strong>è un simulatore di sci open world ed è attualmente in fase &#8220;early access&#8221; su Steam per PC Windows (il prezzo è di €13,99 ad oggi), ma si possono già intravedere le sue potenzialità.</p>
<p>Distaccandosi completamente da sportivi simili del passato come la serie di <em>SSX</em>, <em>Snow</em> usa uno stile realistico nella riproduzione dei modelli e delle animazioni. Il motore CryEngine è utilizzato per dare al titolo una fisica al limite del simulativo, oltre che per regalare un colpo d&#8217;occhio incantevole con montagne ben definite anche in lontananza ed effetti di luce estremamente realistici.</p>
<p><span class="pullquote">L&#8217;intento di <em>Snow</em> è ambizioso</span>: rendere divertente sciare in maniera &#8220;classica&#8221;, senza turbo power-up o improbabili acrobazie, sfruttando a piene mani la formula dell&#8217;open world. Attualmente è possibile valutare ben poco del titolo, visto che l&#8217;unica modalità disponibile è quella single player in una sola montagna della quale è però possibile scegliere il punto d&#8217;inizio della nostra discesa.</p>
<p>Per il momento bisogna dire che il titolo di Poppermost<i> </i>svolge il suo lavoro in maniera altalenante: sciare è tutto sommato divertente, ma la fisica del titolo è molto poco permissiva e, se ci aggiungiamo il supporto al controller da rivedere, oltre all&#8217;assenza totale di un comparto sonoro, capirete che ci vuole un po&#8217; prima di apprezzare l&#8217;esperienza che offre. Sparse per la montagna ci sono rampe, artificiali o naturali, ed ogni genere di possibilità di esibirci in salti e spettacolari acrobazie ma, essendo il menù privo tra le altre cose dell&#8217;opzione di settaggio dei comandi, si va a casaccio sperando di non cadere rovinosamente &#8211; cosa che succede piuttosto spesso.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone size-full wp-image-34136" alt="SNOW_tailpress" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/SNOW_tailpress.jpg" width="3840" height="2160" /></div>
<h2>POCO ANCHE PER L&#8217;ACCESSO ANTICIPATO</h2>
<p>Tra una discesa e l&#8217;altra, sempre che non si sia prima  abbandonato il gioco per i numerosi bug, è possibile agghindare il nostro sciatore. Gli appassionati di snowboard e sport invernali, target a cui è maggiormente rivolto il titolo, troveranno molti dei brand che caratterizzano queste discipline nel negozio interno. Tra cappelli, felpe, occhiali e, ovviamente, sci e racchette&#8230; c&#8217;è di che sbizzarrirsi.</p>
<p>Allo stato attuale delle cose è difficile valutare <em>Snow</em>. Nonostante sia in Accesso Anticipato, c&#8217;è fin troppa poca carne al fuoco per poter capire appieno il titolo. L&#8217;obiettivo è comunque interessante e, se gli sviluppatori ci si mettono d&#8217;impegno, <span class="pullquote">può venir fuori qualcosa di innovativo</span> nel panorama videoludico.<br />
Nella versione finale ci saranno diverse montagne su cui sciare, oltre al multiplayer online con eventi in tempo reale e competizioni dedicate.</p>
<p>I giocatori appassionati di sci dovrebbero tener d&#8217;occhio questo titolo; per tutti gli altri è decisamente presto per affidare i sudati risparmi al team svedese, a meno che non si voglia fare un vero e proprio atto di fede per Poppermost Productions ed il loro <em>Snow</em>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/02/05/indieway-7-snow/">Indieway #7: <em>Snow</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		<title>Perché The Banner Saga batte Dragon Age II</title>
		<link>https://www.xboxway.com/2014/01/30/perche-banner-saga-batte-dragon-age-ii/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jan 2014 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sirio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogames, inc.]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[Stoic Games]]></category>
		<category><![CDATA[The Banner Saga]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>The Banner Saga, lo strategico a turni di Stoic Games, batte sotto diversi aspetti Dragon Age II: vi spieghiamo quello più importante in poche righe</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/01/30/perche-banner-saga-batte-dragon-age-ii/">Perché <em>The Banner Saga</em> batte <em>Dragon Age II</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap">N</span><!--/.dropcap-->on è mai bello fare accostamenti tra titoli. Lo trovo un procedimento retorico antipatico, quasi come le pubblicità comparative con marche farlocche o vere che siano. Concedetemi, però, un’eccezione per questa nuova incursione nel mondo di <em>The Banner Saga</em>; fatelo, vi prego, soprattutto perché quest’ultimo proviene dalle stesse mani che hanno sagacemente fondato l’indie Stoic Games. Un trio di sviluppatori indipendenti che ha messo in piedi un titolo fortemente settoriale, da amare od odiare a seconda delle proprie inclinazioni.</p>
<p><em><strong>Perché amarlo</strong> –</em> Un titolo del genere, del genere degli strategici a turni nella fattispecie, <span class="pullquote">sa dare grandissime soddisfazioni se padroneggiato a dovere</span>. Destreggiarsi in un mare magnum di impostazioni, schieramenti, mosse più o meno dispendiose in termini di “will” e poi vedersi vincitori sul campo di battaglia è una sensazione splendida. Una sensazione che, sì, ritroverete in <em>The Banner Saga</em>. A questo, più che la storia – vittima, com’è “giusto” che sia di un paio di cliché videoludici – sommate l’atmosfera: un microcosmo, altro che mondo, ritagliato e strappato con sorprendente padronanza della materia all’universo vichingo. Inoltre, se avete gli occhi giusti per godere di uno spettacolo artistico di prim’ordine, riconoscerete nel lavoro di Stoic un’autentica rarità per un mondo – non soltanto quello dei videogiochi – che rema fastidiosamente verso l’uniformazione visiva.</p>
<p><em><strong>Perché odiarlo</strong> –</em> Un idillio del genere ci condurrebbe dritti – se ancora fossimo schiavi dei voti – al perfect score; eppure<em> The Banner Saga</em> non è da dieci, a mio modesto avviso, perché di troppi piccoli caveat si sta per fregiare questo articolo. Ad esempio: la mancanza di sottotitoli nelle cut-scene. Ancora: nessun linguaggio supportato all’infuori dell’Inglese. E ancora: tutorial troppo lunghi e intricati nelle fasi iniziali, quando, alla fine, vi ritroverete a ricorrere – sbagliando? – ad un set nemmeno troppo ampio di mosse. Nulla che a mio parere non possa essere già limato con una patch o, forse con un briciolo in più di realismo, nei già annunciati sequel.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone size-full wp-image-33943" alt="TBS_Travel_Bridge_screenshot" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/TBS_Travel_Bridge_screenshot.jpg" width="1920" height="1080" /></div>
<p>Su quale campo, vi starete allora chiedendo, intendo confrontare <em>The Banner Saga</em> con<em> Dragon Age II</em>? Domanda lecita, specie se considerate che, da buon e rifinito titolo tripla-A, il secondo episodio della serie di BioWare non presenta nessuno dei suddetti difetti.</p>
<p>Uno degli elementi che ha sollevato le discussioni più interessanti in rete sul titolo di Stoic Games è l’assenza dell’esplorazione. La mappa di <em>TBS</em> altro non è che un quadro, pur carino, statico della città in cui il gioco è ambientato. Scelta anche coraggiosa, se vogliamo, di un team che per una questione tecnica, economica o di stile ha optato per un taglio netto sulle meccaniche del gameplay. Non siamo di fronte ad un RPG puro, questo è vero, e tale valutazione ci dà la misura di quanto a Stoic piacciano sì le contaminazioni del genere ruolistico, ma all&#8217;interno di un contesto delineato ed estremamente ingabbiato. Avranno fatto bene i developer? Non lo sapremo mai, fin quando, almeno, non si concretizzerà una declinazione GDR del titolo in analisi.</p>
<p>Quel che possiamo sapere fin da subito, invece, è che <span class="pullquote"><em>The Banner Saga</em> regge meglio l&#8217;assenza dell&#8217;esplorazione</span> rispetto a <em>Dragon Age II</em> – precisando che tiro in ballo questa produzione perché ha visto coinvolti gli Alex Thomas, Arnie Jorgensen e John Watson costituenti della neonata software house con la passione per la mitologia vichinga. La regge meglio perché arriva sul mercato con un carico di pressioni e aspettative infinitesimale rispetto al secondo episodio della saga di <em>Dragon Age</em>. Dare e poi togliere, si sa, raramente porta apprezzamenti di critica e pubblico, per cui presentarsi con una riformulazione imbellettata della giocabilità non diede a BioWare il giusto riconoscimento.</p>
<p>Va inoltre ricordato, ed è forse questo il punto focale del nostro discorso, che le meccaniche da strategico a turni attraggono l&#8217;attenzione dell&#8217;utente molto più dei combattimenti in tempo reale; essi infatti sono meta e viaggio insieme, non il “semplice” crocevia per la cut-scene successiva, lo sblocco di una particolare abilità o la scoperta di una location mai vista.</p>
<p>“Mai vista”. Ecco. <em>The Banner Saga</em> difficilmente vi darà la soddisfazione dell&#8217;inedito, perché è così, mette tutte le carte sul tavolo e lo fa da subito. Che vi piaccia o meno: la purezza degli indie sta anche in questo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2014/01/30/perche-banner-saga-batte-dragon-age-ii/">Perché <em>The Banner Saga</em> batte <em>Dragon Age II</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		<title>IndieWay #6: The Banner Saga</title>
		<link>https://www.xboxway.com/2013/12/23/indieway-6-banner-saga/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Dec 2013 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sirio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[Stoic]]></category>
		<category><![CDATA[The Banner Saga]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>XboxWay torna nel mondo degli indie per analizzare la prima fatica di Stoic, The Banner Saga: i fondi di Kickstarter sono stati ben spesi? Scopriamolo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2013/12/23/indieway-6-banner-saga/">IndieWay #6: <em>The Banner Saga</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo articolo rappresenta una piccola incursione di XboxWay nel mondo dell’indie a-prescindere-dalla-piattaforma. Non è detto che non ce ne saranno delle altre in futuro, per cui continuate a seguirci!</em></p>
<p><span class="dropcap">G</span><!--/.dropcap-->rafica o gameplay? Esistono componenti accessorie in grado di danneggiare uno dei due aspetti o entrambi? Se sì, quali sono? Domande che nella vita di un videogiocatore, prima o poi, si presentano come la più tipica delle spade di Damocle. E lo fanno con titoli che non vorresti condannare perché hanno quel qualcosa di speciale, quell&#8217;ingrediente segreto che ti attira e non sai neppure perché.</p>
<p>Ricordo sempre con controverso piacere il caso di <i>Too Human</i>. Graficamente opinabile, limitato dal suo stesso potenziale, ma con quei controlli da twin stick shooter che inspiegabilmente mi affascinavano. Ci ho giocato più e più volte, portandolo a termine diverse volte. Una rarità per me.</p>
<p>Quello di <i><b>The Banner Saga</b></i>, invece, è un caso diametralmente opposto: i ragazzi di Stoic, <i>Kickstarter-powered</i>, hanno messo in piedi un comparto artistico semplicemente da favola. Disegni fatti a mano pervadono dal primo all&#8217;ultimo frame del gioco, rendendolo più unico che raro, una perla del mondo indie e dell&#8217;industria videoludica in generale. Di contro, la giocabilità, che pure avrebbe dovuto giovare delle sfide quasi scacchistiche consuete per uno strategico a turni, manca del quid di un <i>Final Fantasy Tactics</i> o di un <i>Fire Emblem</i>. E questo non me lo aspettavo.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone size-full wp-image-33627" alt="fight1" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/fight1.jpg" width="1440" height="900" /></div>
<p>Non mi aspettavo di ritrovarmi di fronte ad un titolo così ostico. O meglio, pensavo sarebbe stato ostico l&#8217;approccio con uno strategico a turni – lo è sempre, se questo è davvero ben fatto – e non con il resto: le scene d&#8217;intermezzo, mosse comunque in maniera pregevole con il tratto tipico della matita, sono merce preziosa quanto rara, mentre i dialoghi sono tanti e lunghi. Il punto è che questi sono esclusivamente in Inglese, un Inglese peraltro alquanto complesso, che potrebbe scoraggiare l&#8217;utente medio o il videogiocatore incuriosito da una grafica spettacolare.</p>
<p>La cosa può farsi frustrante specie perché <span class="pullquote">il giocatore viene chiamato a intervenire nelle conversazioni</span>, a far valere la propria scelta nell&#8217;impostazione delle missioni. Del tipo: c&#8217;è da fare irruzione in questa osteria (l&#8217;ambientazione è vichinga&#8230;), vogliamo sfondare la porta principale o entrare dal retro? Una bella idea, coinvolgente, ma tra un approccio e l&#8217;altro non ho trovato grandi differenze.</p>
<p>Sono queste, in sintesi, le componenti accessorie di cui vi parlavo in fase d&#8217;introduzione. Nelle mie tre-quattro ore di gioco, grazie al codice preview fornitoci dall&#8217;editore e alla prova su strada effettuata su PC (chiave compatibile anche con Mac), mi sono fatto un&#8217;idea piuttosto chiara, che non è troppo positiva: qualcosa va ritoccato, e mi riferisco quantomeno ai sottotitoli – almeno – in Inglese per le cut-scene e in Italiano per i dialoghi; qualcosa va approfondita, come i meccanismi del gameplay di cui parleremo tra qualche riga, ma il giudizio non può chiaramente essere completo trattandosi sostanzialmente di un&#8217;anteprima.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone size-full wp-image-33628" alt="TBS_village_fight" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/TBS_village_fight.jpg" width="2560" height="1440" /></div>
<p>E, a proposito di gameplay in senso stretto, quello che si presenta all&#8217;arrivo sul campo di gioco è un quadro solo apparentemente intricato. Gli attacchi sono di due tipi, uno dei quali in grado di danneggiare di più il nemico ma incapace di fornire la copertura altrimenti assegnata. Per utilizzarli è necessario inquadrare l&#8217;avversario su una scacchiera non troppo grande: agli slot disponibili è possibile aggiungerne altri di volta in volta con l&#8217;uso di willpower, un ingrediente quantitativamente limitato.</p>
<p>I turni sono bloccati e prevedono l&#8217;alternanza tra i due schieramenti, ad eccezione di quando uno dei due schieramenti si trova con un unico esponente. Ad impreziosire il tutto abbiamo un set di skill potenziabili in pieno stile ruolistico, che potrò approfondire in sede di recensione e con qualche ora di gioco in più: quelle necessarie per capirne l&#8217;impatto sulle vittorie (o le eventuali sconfitte).</p>
<p>Tenendo conto di quello che ho visto e di quanto vedrò nei prossimi mesi, dunque, <i><b>The Banner Saga</b></i> si propone come titolo da provare per credere: per credere se la sua durezza possa essere smussata prima dell&#8217;uscita, se le sue qualità possano venire esaltate dalle ore di gioco che gli utenti verranno chiamati a macinare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2013/12/23/indieway-6-banner-saga/">IndieWay #6: <em>The Banner Saga</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>IndieWay #5: Darkout</title>
		<link>https://www.xboxway.com/2013/12/04/indieway-05-darkout-recensione-review/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sirio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Darkout]]></category>
		<category><![CDATA[IndieWay]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Darkout è ora disponibile su Steam per PC Windows: XboxWay lo ha recensito per voi nel quinto numero di IndieWay! </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2013/12/04/indieway-05-darkout-recensione-review/">IndieWay #5: <em>Darkout</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="dropcap">Q</span><!--/.dropcap-->uando si parla di indie, spesso si tralascia il significato di questa parolina inglese che fa tanto chic in diversi campi dell’intrattenimento. I musicisti, i registi, gli sviluppatori che si pongono sotto l’ala protettiva di questa etichetta sono indipendenti. Non hanno alcun legame, più o meno letteralmente, non solo con le grandi major dell’industria culturale – nel nostro caso, editori come EA e Activision – ma anche, forse soprattutto con le imposizioni che da tale industria sono derivate. Imposizioni che, ovviamente, non si sono palesate sotto la forma della coercizione ma sotto quella assai più devastante della naturalizzazione di uno status quo spesso e volentieri mediocre.</p>
<p>È con questo concetto ben in mente che va analizzata, a parer mio, l’ondata di titoli liberi che hanno invaso il mercato negli ultimi anni. Titoli diversi più che innovativi, perché, a buttarci un occhio attento, nessuno di essi ha reinventato la ruota. <em>Fez, Braid, Castle Crashers</em>, persino il fenomenale <em>Minecraft</em> – forte di una veste grafica vintage che ha fatto (di nuovo) tendenza &#8211; si poggiano su gameplay collaudati, su schemi noti che vengono talvolta sovvertiti per suscitare stupore nel grande pubblico. <em>Terraria</em>, poi, si poggia su un ramo del genere platform, del quale abbatte la struttura a livelli per riprendere la libertà esplorata nel voxel di Markus “Notch” Persson.</p>
<h2>E.T.ERRARIA</h2>
<p>Perché è così importante il titolo di Re-Logic nella disamina di <strong><em>Darkout</em></strong>, il nuovo indie bidimensionale firmato Allgraf? Per qualcosa in più del semplice feeling visivo. Intendiamoci: questo è un gioco che prende più di uno spunto da <em>Terraria</em> e, anzi, ne eredita alcune meccaniche fondamentali, quali la creazione del mondo e del personaggio che avvengono tramite pochissime scelte mirate ad inizio partita. Il primo impatto è allo stesso modo simile per le due produzioni: prospettiva laterale, scorrimento più o meno libero (in <em>Darkout</em> è infatti possibile far seguire i movimenti del mouse dalla camera: spiazzante, a tratti) e superfici completamente plasmabili dal giocatore. Questo vuol dire che, qualunque sia lo strumento di vostra preferenza, potrete rompere i blocchetti che compongono lo scenario e modificare quest’ultimo nel modo che più vi aggrada, tendenzialmente, soprattutto per i primi tempi, in modo da guadagnarvi un riparo in vista della notte.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone size-full wp-image-33211" alt="Darkout " src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/17dix7RS.jpg" width="1920" height="1080" /></div>
<p>La notte, come d’altronde nel seminale <em>Minecraft</em>, è il perno attorno al quale si sviluppa ogni vicenda. È quando calano le tenebre che il gioco inizia a farsi duro: creature di ogni specie e pericolosità vagano per le ambientazioni in cerca di prede facili, e farsi trovare impreparati potrebbe significare morte immediata. L’alternanza col giorno sblocca una componente <em>strategica</em> interessante, “a causa” della quale organizzare e gestire le proprie risorse, una volta terminata la fase emergenziale che costringe a costruirsi una casa.</p>
<h2>MATERIALE GREZZO</h2>
<p>Ma, alla base di <strong><em>Darkout</em></strong>, vigono delle differenze sostanziali rispetto ai titoli che l’hanno preceduto. Principalmente due. La prima, fondamentale e ludica, rientra nel discorso della learning curve: troppo punitiva per un titolo che si presenta – come se le apparenze non ingannassero – assai semplice. E non parlo di mera difficoltà: è confrontarsi con i comandi ad essere complicato, altroché. Per le prime ore vi troverete più di una volta a chiedervi come si esegua questa o quella azione, e a interrogarvi sull’utilità di un tutorial erroneamente minimalista quando vi affiderete a combinazioni del tutto casuali per raggiungere i vostri scopi. Ci sta che, al pari di un <em>Terraria</em> (tanto per cambiare nome), sia necessario navigare in rete per scoprire i “segreti” e i trucchi celati dagli sviluppatori – anzi, in molti casi è quello il bello – ma la giocabilità dev’essere lì, duttile, a permetterlo.</p>
<p>Il secondo punto di disgiunzione rispetto alla “concorrenza” è il comparto grafico: come potete vedere dalle immagini che ho scelto per questo numero di IndieWay, <strong><em>Darkout</em> </strong>ha una direzione artistica molto affascinante, un passo nella luce e un altro nell’ombra, un buon carisma e tutte le carte in tavola per ammaliare l’osservatore. Il problema sta allora nella concretizzazione di queste qualità, nell’aspetto generalmente scialbo che balza sullo schermo alla loro realizzazione. Sembra un passo indietro se confrontato all’era dell’alta definizione e, cosa da tenere imprescindibilmente in considerazione nel momento in cui si voglia rapportare il nostro ad altri esponenti del genere, tale passo non è voluto.</p>
<div class="image-wide-center"><img class="alignnone size-full wp-image-33212" alt="Darkout" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/Ocean_Cave.jpg" width="1768" height="992" /></div>
<h2>SE IL GIOCO NON VALE LA CANDELA</h2>
<p>Nonostante l’assenza del multiplayer, ancora in via di sviluppo, il prezzo di €11,99 al quale potete trovare <strong><em>Darkout</em> </strong>da oggi su Steam (per PC Windows) è onesto. Probabilmente non si poteva chiedere di meno ad Allgraf ma è chiaro che, in tempo di saldi e con i titoli che hanno ispirato questa produzione sul mercato a cifre irrisorie, il consumatore accorto deve pensarci su due volte. La prima per arrivare alla strada dell’acquisto, che passa per l’aver provato o sviscerato <em>Terraria</em>: la conoscenza del 2D di Re-Logic è fondamentale per avere un impatto meno duro con il gioco e comprenderne sia i pregi che i difetti.</p>
<p>La seconda, forse la meno divertente di tutte, conduce sul sentiero dell’indifferenza premeditata.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2013/12/04/indieway-05-darkout-recensione-review/">IndieWay #5: <em>Darkout</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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		<title>IndieWay #3: Skydive: Proximity Flight</title>
		<link>https://www.xboxway.com/2013/11/15/skydive-proximity-flight/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 15:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Fusco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Baia]]></category>
		<category><![CDATA[Base jumper]]></category>
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		<category><![CDATA[Gaijin Entertainment]]></category>
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		<category><![CDATA[Sport estremi]]></category>
		<category><![CDATA[Tuta alare]]></category>
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		<category><![CDATA[Wisbase]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Live Arcade]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Equipaggiatevi di tuta alare e controller, si vola!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2013/11/15/skydive-proximity-flight/">IndieWay #3: <em>Skydive: Proximity Flight</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sport estremi hanno trovato il loro spazio anche in campo videoludico, grazie a degne simulazioni che sono riuscite a soddisfare gli appassionati di queste discipline. Ne è un esempio la serie <em>Skate</em> di EA, che da anni intrattiene i fan dello skateboard anche su console. Stavolta però trattiamo di una disciplina che se definita &#8220;estrema&#8221; potrebbe sembrare un eufemismo, il wisbase, e lo faremo parlandovi di <em><strong>Skydive: Proximity Flight</strong></em>.</p>
<p>Per chi non lo conoscesse, si tratta di uno sport di recente ideazione che combina il paracadutismo alla caduta libera, chi lo pratica indossa una particolare tuta &#8220;alare&#8221; che gli permette di planare mantenendo un&#8217;elevata velocità in aria. Questa tuta dona effettivamente all&#8217;uomo la capacità di volare, ma gli regala anche un biglietto di sola andata verso la sua fine. Uno sport molto pericoloso dunque, soprattutto se viene praticato il cosiddetto &#8220;proximity flight&#8221;, che come il nome lascia intendere si tratta di un volo effettuato in prossimità di ostacoli naturali come i costoni delle montagne, colline, alberi e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>I ragazzi di Gaijin Entertainment hanno avuto abbastanza coraggio da produrre la prima simulazione dedicata allo wisbase, è così che nasce <em>Skydive: Proximity Flight</em>. Questo indie vi elettrizzerà con un gameplay ad alto tasso adrenalinico, con il nostro base jumper che sfreccerà a velocità impressionanti, eseguendo trick aerei e sfiorando le vette delle montagne che sorvoleremo.</p>
<p>Abbiamo provato <strong><em>Skydive</em></strong> su PS3 (sacrilegio, lo sappiamo), ma il gioco sbarcherà anche su Xbox 360, integrando il supporto a Kinect. Impugnando il controller facciamo conoscenza con un sistema di controllo ridotto all&#8217;osso, in cui dovremo utilizzare i due stick analogici per veicolare il base jumper, mentre il resto è limitato alla pressione del tasto X (A su X360) per l&#8217;esecuzione delle acrobazie aeree e Quadrato (B) per l&#8217;apertura del paracadute. La giocabilità di<strong><em> Skydive</em></strong> risulta in tal modo semplice ed intuitiva, tuttavia pecca di una certa profondità che avrebbe di certo giovato al gameplay, rischiando di sfociare presto nella ripetitività dopo aver completato la prima metà dei 43 livelli disponibili.</p>
<div id="attachment_32572" style="width: 650px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Wisbase.jpg" rel='prettyPhoto'><img class=" wp-image-32572" alt="Wisbase" src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Wisbase.jpg" width="640" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Il segreto per diventare maestri di Skydive risiede nella vostra abilità nel planare. Occhio a non schiantarvi, però.</p></div>
<p>Questa cinquantina di missioni si suddividono in modalità che richiederanno il completamento di diversi obiettivi. C&#8217;è ad esempio Rotta, in cui dovremo guidare il base jumper attraverso dei checkpoint sospesi in aria, o Trick, che richiederà il raggiungimento di un certo punteggio accumulabile eseguendo le acrobazie e che potrà essere eventualmente moltiplicato volando vicino alle montagne o al terreno. Stufi di fare punti? Sappiate che ci sono anche alcune sfide in cui gareggeremo contro altri atleti, comandati da un&#8217;IA molto agguerrita.</p>
<p>Non manca una modalità chiamata Stile libero in cui potremo sfrecciare liberi per gli spettacolari paesaggi inclusi nel gioco. Questi ultimi lasciano il giocatore senza fiato, grazie soprattutto all&#8217;<span class="pullquote">incredibile orizzonte visivo realizzato egregiamente dai ragazzi di Gaijin</span>. Tra i paesaggi inclusi in <strong><em>Skydive</em></strong> troviamo anche le Alpi italiane, ma le location includono anche canyon e baie, tutte ambientazioni bellissime che ci accompagneranno mentre indosseremo la tuta alare.</p>
<p>Se non abbiamo avuto la fortuna di sperimentare le features che il gioco integrerà con il supporto a Kinect, giocandolo su PS3 abbiamo invece scoperto l&#8217;esistenza di due sistemi di controllo alternativi: uno che sfrutta gli accelerometri del SixAxis e un altro per PS Move. Sebbene l&#8217;utilizzo degli analogici sia la scelta più conveniente per comodità e semplicità d&#8217;uso, i comandi alternativi sono una piacevole aggiunta all&#8217;offerta del pacchetto.</p>
<p>Ma non finisce qui, perchè i giocatori PC avranno un&#8217;altra big feature che li attende su <strong><em>Skydive</em></strong>: il supporto a Oculus Rift. Impostando la telecamera di gioco dalla terza alla prima persona, <em>Proximity Flight</em> si rivelerà uno dei giochi più spettacolari da provare con l&#8217;Oculus, grazie alle sue sorprendenti visuali e alla sensazione di sfrecciare nell&#8217;aria a velocità impressionanti.</p>
<div id="attachment_32596" style="width: 650px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Skydive-Canyon.jpg" rel='prettyPhoto'><img class="size-full wp-image-32596" alt="Voi in caduta libera in un canyon. Si potrebbe quasi definire una giornata noiosa." src="http://www.xboxway.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Skydive-Canyon.jpg" width="640" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Voi, in caduta libera, in un canyon. Si potrebbe quasi definire una giornata noiosa.</p></div>
<p>Per gli appassionati degli sport estremi, e in particolare di questa giovane e intrigante disciplina chiamata wisbase, <strong><em>Skydive: Proximity Flight</em></strong> sarà un divertentissimo passatempo, ma anche un&#8217;occasione per scoprire i segreti di questo sport e magari evitare di rompersi qualche osso prima di indossare una vera tuta alare. In sostanza la simulazione di Gaijin Entertainment offre un gameplay senza troppi fronzoli e adatto a chiunque, ma non avrebbe di certo dispiaciuto un po&#8217; di varietà in più, soprattutto con delle modalità di gioco che alla lunga rischiano di annoiare il giocatore.</p>
<p>Tecnicamente il titolo non stupisce più di tanto e non ci sono sfuggite texture poco curate o animazioni talvolta legnose. Di certo chi avrà la sfacciata fortuna di provare il gioco su PC con un Oculus Rift potrà divertirsi alla grande grazie all&#8217;esplosiva dose di adrenalina che <strong><em>Skydive</em></strong> è capace di regalare. Il gioco è già disponibile al download sul PlayStation Network al costo di 19.99 €, un prezzo non proprio invitante vista l&#8217;offerta del pacchetto, e debutterà presto su Xbox Live e PC.</p>
<hr />
<p><span class="disclaimer"><em><span class="disclaimer">Skydive: Proximity Flight è disponibile dal 2 ottobre per PlayStation 3, le versioni per Xbox 360 e PC arriveranno entro la fine dell&#8217;anno.</span></em></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com/2013/11/15/skydive-proximity-flight/">IndieWay #3: <em>Skydive: Proximity Flight</em></a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.xboxway.com">XboxWay.com</a>.</p>
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